Frammenti di colonizzazione

Voce di una volontaria Gazzella Onlus

Il rapido evolversi della guerra israelo-palestinese ha lasciato attoniti o indifferenti molti osservatori che sono rimasti sorpresi o cinicamente prestano acquiescenza alla terribile rappresaglia israeliana, seguita agli attacchi dei miliziani palestinesi di Hamas.

Alcuni mass media hanno equiparato l’evasione dei miliziani dai territori occupati da Israele, con attacco ai coloni israeliani, come l’undici settembre israeliano: comparando la lotta palestinese agli attentati contro gli Stati Uniti da parte degli attentatori di Al Qaeda.

In questo caso, malgrado la sanguinosità degli attacchi di Hamas, non può dimenticarsi la differenza tra chi lotta per la libertà di autoderminazione di un popolo, rinchiuso dai colonizzatori in un ghetto e discriminato razzialmente e chi si è preso la terra e ne colonizza gli occupanti, ignorando tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite.

La terribile violenza del male caratterizza le azioni dei due contendenti ma è chiaro che vi è uno squilibrio occidentale verso chi occupa un territorio senza rendere conto a nessuno del carattere coloniale dell’occupazione e che la radicalizzazione improvvisa del conflitto ha fatto gli interessi di chi dentro Israele era già in grave crisi e che ora può dispiegare una violenza senza precedenti, con la copertura dei paesi occidentali (specificamente USA, GB e Francia) che temono di perdere la loro testa di ponte in medio oriente.

Come si può evincere da questo audio allegato, di una volontaria italiana che opera nei territori palestinesi e che invita i paesi occidentali e la loro stampa silente ad esortare Israele a rispettare le leggi di guerra anche nella rappresaglia, è in corso un genocidio nei confronti della popolazione civile palestinese.

Tutto ciò, noi che siamo un’associazione di tutela dei diritti umani lo rendiamo noto a tutti, con questo articolo e l’audio allegato, perché anche la conoscenza collettiva dei fatti, negata dalla narrazione di regime italiana, serve a intralciare l’opera del male genocida di chi bombarda e uccide chiunque dentro e fuori Israele, rivestendo la sua opera di una presunta legalità internazionale che non esiste.

Due Stati e due Popoli sono l’unica soluzione e agli atti di guerra violenti e indiscriminati si risponde con l’applicazione delle leggi internazionali e delle risoluzioni delle Nazioni Unite, non dicendo “war is war” come si dice risponda un console di un paese che, per primo, non rispetta, dalla sua creazione, la legalità internazionale.

La violenza non ha colore, né razza, è solo male estremo e noi la condanniamo sic et simpliciter: sia se ha la stella di Davide che se ha i colori Palestinesi ma la soluzione non è cancellare un popolo come vuole l’Occidente.

La soluzione è il ritiro immediato senza condizioni di chi occupa militarmente ed illegalmente dei territori altrui ed il rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite: non certo la Propaganda dei mass media che invece istigano alla violenza e ad insulse tifoserie, secondo lo stile deprecabile già seguito ignobilmente nel conflitto dell’Ucraina.

La soluzione è la fine della colonizzazione.

Infine, la definizione di terrorismo usata dai giornali e media è il coperchio di una pentola bucata: chi combatte per la libertà del proprio popolo non ha altro nome che patriota come disse Yasser Arafat alle Nazioni Unite: la definizione di terrorista vacuo flatus vocis di chi giustifica così la propria violenza non esiste come definizione internazionale, altrimenti anche tutti i patrioti risorgimentali, Mazzini e Garibaldi in primis sarebbero terroristi.  

Vi chiedo di ascoltare l’audio allegato e diffonderlo, forse, fermerete il Male e salverete delle vite: si difende, prima di tutto, l’uomo, di qualunque razza sia.

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