Il film Ithaka, realizzato dal regista Ben Lawrence, è un affresco reale e coinvolgente come un thriller, sulla dissoluzione delle democrazie dell’Occidente.
L’incredibile vicenda di Julian Assange, il giornalista australiano in attesa di estradizione negli Usa, detenuto innocente in un carcere di massima sicurezza britannico, perchè insieme a Edward Snowden e Chelsea Manning ha aperto un’ampia finestra sui crimini di guerra e le violazioni del diritto delle genti perpetrate dalle democrazie occidentali, merita attenta considerazione da parte di tutti.
Nel film Ithaka, realizzato con il concorso del padre e la compagna di Assange, si delinea la vita e le torture a cui Assange viene sottoposto dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti d’America da molti anni, in definitiva, con l’appoggio o il disinteresse di tutti i governi occidentali.
La colpa che viene addebitata ad Assange è di aver mostrato che il Re è nudo, rendendo disponibili a tutti sul web video e documenti che attestano l’ipocrisia di Stati che si dicono paladini dei diritti assoluti ma li violano deliberatamente e spudoratamente ogni giorno, ed in via del tutto ordinaria, compiendo fatti d’inaudita gravità.
Fatti che hanno comportato assassinii, stragi, uccisioni a sangue freddo di giornalisti, persone inermi, civili, pulizie etniche di popolazioni, violazioni dei più elementari diritti umani: torture reiterate e disumane praticate su persone innocenti per tempi prolungati: comportamenti realizzati tutti con la copertura ed il beneplacito degli Stati e dei Governi occidentali, in veste sia di mandanti che di esecutori o di favoreggiatori.
Crimini compiuti in Occidente ed in Stati terzi e coperti, non solo in passato ma anche oggi, dalle massime autorità statunitensi ed europee fino ai livelli presidenziali, come dimostra ad esempio il video della strage di persone inermi commessa in Iraq da militari americani mai perseguiti per questo, o le torture di Abu Graib in Iraq, gli stermini in Afganistan, le stragi in Siria ed in Libia di persone inermi, i colpi di Stato in spregio delle leggi, le torture di Guantanamo, le vicende degli assassini di persone pianificate a tavolino con i droni.
Il film spinge lo spettatore a chiedersi come sia possibile che i presunti buoni siano invece nella realtà così cattivi, così malvagi da torturare e detenere a tempo indeterminato chi ha mostrato il loro volto; come sia avvenuto che la Gran Bretagna, patria dell’habeas corpus, sia potuta scendere così in basso da seppellire in un carcere di massima sicurezza un uomo senza processo a tempo indeterminato e da ormai molti anni, per la sola colpa di aver rivelato e documentato la vera faccia del male che si nasconde dietro la democrazia occidentale.
Le scene del film scorrono nei tentativi dei protagonisti di fare valere i principi del diritto che tutti conosciamo per evitare una disumana estradizione di Assange in un paese senza giustizia che lo persegue per aver fatto il suo dovere di giornalista e che minaccia di recluderlo all’ergastolo (175 anni), in carceri prive dei più elementari diritti umani, con pseudo accuse ridicole, più volte modificate per la loro inconsistenza, ma che consistono nell’unico peccato di aver pubblicato e divulgato le notizie vere dei crimini più terribili commessi dagli Stati.
Ciò che più colpisce lo spettatore è la plateale disumanità del trattamento riservato ad Assange ed ai suoi familiari e l’assoluta impunità dei suoi persecutori e degli autori delle stragi e dei crimini contro l’umanità da lui dimostrati: la carcerazione e persecuzione di Assange serve a coprire le responsabilità indicibili ma dimostrate degli Stati che lo perseguono per ragioni di esemplarità e ritorsione.
La persecuzione di Assange è volta a dissuadere qualunque giornalista dal rivelare i crimini dei Governi e la sua carcerazione deve servire di monito a chiunque pensi di poter applicare il diritto.
L’inefficacia ed il carattere pletorico dei presidi di diritto nazionali ed internazionali dei diritti umani è evidente quando scorrono i titoli di coda e si legge che il Consiglio d’Europa, le Nazioni Unite, tutte le maggiori associazioni di tutela dei diritti umani si sono pronunciate a suo favore per la scarcerazione eppure rimane sotto tortura, detenuto in violazione di qualsiasi legge e garanzia firmata dagli stessi Stati che lo perseguono.
Il film evidenza che gli Stati occidentali hanno sostituito il diritto con il bene comune, deciso non più dalle loro pubbliche leggi ma dalla loro convenienza e questo è la tomba di quella libertà che noi tutti credevamo di poter fruire.
Perciò, l’importanza del caso Assange, come emerge dal film, non è solo nella sua disumana, terribile ed ingiusta vicenda detentiva personale ma nell’avere aperto una finestra sulla mostruosità del sistema che ci governa, finestra che noi tutti dobbiamo ora tenere aperta e conservare per non rendere vano il suo sacrificio.





Prego per questa VITTIMA DELLA VERITÀ, è un dono del SIGNORE È UNA VITTIMA SANTA
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