Due pesi e due misure

La devastazione del sistema del diritto internazionale a cui stiamo assistendo in Europa ed in Medio Oriente è la conferma della nuova politica imperialistica in atto da parte delle grandi potenze.

Già dal rapporto Rumsfeld1si cominciò a capire diffusamente che una nuova strategia militare globale era in corso di attuazione.

Una visione che si specifica nel concetto di “Guerra Ibrida” così ben definito nell’articolo di Paolo Mauri: “la “scuola americana” per la Hybrid Warfare che viene intesa come multidimensionale e poggiante su 4 pilastri fondamentali”.

“Gli attori coinvolti (mercenari, terroristi, agenti domestici), mezzi (armi convenzionali, sperimentali e di uso comune), tattiche (azioni convenzionali, legittime, illegittime, guerriglia, terrorismo, propaganda) e moltiplicatori (guerra psicologica, informatica, informativa, sfruttamento reti sociali, estorsione, cyberterrorismo)”2.

Tale concetto si evolve poi nella cosiddetta “Guerra senza limiti” (Unrestricted Warfare) una guerra moderna mirata a stravolgere i canoni convenzionali di un conflitto.

Un universo dove il concetto di guerra si sfuma in molteplici dimensioni diverse, in uno scontro globale che si perpetra attraverso tutti gli strumenti possibili, leciti e illeciti: da quello diplomatico a quello informativo, passando per la manipolazione del mercato azionario o dalla degradazione economica degli Stati usando le agenzie di rating ma anche dalla distruzione delle infrastrutture, manipolando le condizioni atmosferiche o lo sterminio delle popolazioni attraverso prodotti farmaceutici o irrorando scie chimiche o deteriorando le fonti alimentari.

In questo contesto, di vero e proprio caos globale, alimentato consapevolmente dagli attori più forti a scapito dei più deboli, il diritto internazionale diventa una vera e propria arma a doppio taglio che viene brandita da chi ha la forza d’imporre le sue decisioni ed interessi a danno dei paesi più deboli: questi ultimi vengono etichettati dai fomentatori del caos, di volta in volta, come stati canaglia, terroristi o imperialisti perchè magari violano le regole suddette per difendersi, a fronte della manifesta violazione che subiscono proprio da parte dei cosiddetti gendarmi.

Le regole internazionali diventano quindi l’arma delle grandi potenze che le brandiscono contro chi non ne può ottenere il rispetto per sé e non sono più lo strumento di tutela dei popoli e di garanzia del diritto umanitario per le quali si asseriscono create.

La più plastica esemplificazione di questa strategia unilaterale verso il diritto internazionale sono gli assassini mirati che alcuni Stati effettuano in ogni parte del mondo uccidendo migliaia di persone per il solo fatto che si trovano nelle vicinanze dell’obiettivo presunto, in violazione di tutte le regole del diritto internazionale.

In questo caso assistiamo alla ridicola pantomima che lo Stato aggressore recita nei confronti dello Stato bombardato, accusandolo di essere lui che ha subito il bombardamento “terrorista” ed ottenendo così una presunta impunità internazionale, giacchè secondo questa logica perversa solo le grandi potenze possono essere terroriste senza violare il diritto, gli altri no.

In questo contesto dove nessuna organizzazione militare offre alcuna tutela giacchè i terroristi sono tutti gli stessi membri del consesso, la neutralità è diventato un valore irrinunciabile per chi ha avuto la fortuna di crearsela nei secoli.

Certamente, non consente una totale tranquillità ma almeno, in assenza di risorse naturali che sono la molla del colonialismo, consente di poter salvare le proprie popolazioni dalla guerra diretta e di svolgere un ruolo di mediazione dei conflitti sempre più frammentati e senza squadre da scegliere.

In questo contesto la Svizzera è oggi al bivio e deve scegliere se entrare nel conflitto globale, incrementando la collaborazione con uno degli attori del terrorismo multiverso o rimanere soggetto terzo e tentare di assumere un ruolo di civile mediatrice dei conflitti in atto.

Per dibattere questo scottante argomento della necessità di una neutralità svizzera e del nuovo diritto prebellico e bellico il 7 novembre 2024 a Lugano ci sarà una tavola rotonda tra analisti e intellettuali presso la sala dell’hotel Pestalozzi con una discussione pubblica sui temi scottanti del nostro presente e futuro: alle 20 ingresso libero ma sarà gradito un contributo consapevole per le spese sostenute.

  1. Mark G. Czelusta, “Business as Usual: An Assessment of Donald Rumsfeld’s Transformation Vision and Transformation’s Prospects for the Future”, Marshall Center Occasional Paper, n. 18, giugno 2008, https://www.marshallcenter.org/en/publications/occasional-papers/business-usual-assessment-donald-rumsfelds-transformation-vision-and-transformations-prospects. ↩︎
  2. https://it.insideover.com/schede/guerra/hybrid-warfare-che-cose-la-guerra-ibrida.html ↩︎

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