Come è ormai noto a tutti l’Unione Europea è entrata in una dinamica di coinvolgimento militare che prevede un significativo aumento delle spese per la produzione ed il commercio di armi.
Il piano di riarmo europeo, inizialmente definito Re-ARM, a seguito della chiara reazione popolare contraria, è stato prontamente modificato dalla Commissione Europea nel nome ma non nei fatti.
Il nuovo nome attribuito dalla Commissione al massiccio progetto di conversione dell’industria civile europea in militare in atto è oggi: Readiness 2030.1
Cosa significa Readiness? Significa preparazione.
Preparazione a cosa? Preparazione alla guerra.
La Commissione e le lobby finanziarie ed industriali che foraggiano queste istituzioni e quelle dei vari paesi occidentali aderenti hanno scelto chiaramente di impostare il nuovo progetto di sviluppo europeo sulla produzione ed il commercio di armi ed, in definitiva, sulla logica conseguenza della loro produzione e vendita, cioè la guerra.
Non vi è chi non veda che la produzione di armi e il commercio delle stesse, essendo volto esclusivamente ad uccidere le persone non avendo le armi altra finalità, è moralmente analogo, se non peggio del traffico di stupefacenti e delle peggiori droghe, nonchè della sponsorizzazione istituzionale di medicinali inefficaci e dannosi che caratterizzano il nostro presente; giacchè, per queste ultime attività la morte è una conseguenza solo eventuale del loro uso o abuso volontario mentre invece le armi servono solo ed esclusivamente ad uccidere il prossimo ed a farlo il meglio possibile, su sempre più larga scala e certamente, senza il suo consenso.
La scelta di creare un’economia di morte programmata deliberatamente per uccidere invece che per creare benessere e vivere meglio e felici, non solo è del tutto amorale e priva di qualsiasi eticità ma è in evidente e stridente contrasto con i trattati europei e le costituzioni degli stessi Stati membri; prima fra tutte, quella dell’Italia che all’art. 11 della Carta fondamentale ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.
Dunque, mentre tutte le prestazioni sociali, sanitarie, i salari, le pensioni, le infrastrutture civili, come monumenti, ospedali e strade, vengono giù nell’Unione Europea, travolte dalla conversione degli investimenti pubblici e privati verso la guerra e dal taglio delle risorse; mentre si fatica a trovare fondi per curare le malattie e risanare l’ambiente, mentre vengono cancellate le risorse per il funzionamento dell’amministrazione della Giustizia e per il pagamento di stipendi adeguati ai dipendenti pubblici e privati; a fronte di tale sfacelo generalizzato, si potenziano le spese militari in Europa: 800 miliardi pubblici delle nostre tasse vengono destinati direttamente a creare un’economia di guerra e sottratti alla disponibilità civile (quasi 35 miliardi solo da parte dell’Italia nella nuova legge finanziaria)2.
Tutto questo necessita di una reazione compatta della società civile che non può accettare il suo annichilimento e la sua distruzione programmata da pochi burocrati e da molti politici disonesti.
Dunque quale può essere la soluzione?
Innanzitutto, una serie di petizioni in tutti gli stati membri della UE e anche nei confronti delle stesse istituzioni dell’Unione, affinchè tale scelta Readiness 2030 sia conosciuta dall’opinione pubblica europea nel dettaglio e da tutti.
La conoscenza di quante risorse pubbliche vengano sprecate e sottratte alle popolazioni ed al loro benessere comporterà il rifiuto generalizzato di tale scelta e di seguito l’obiezione fiscale generalizzata potrà essere uno strumento che può incidere sui politici disonesti e sulle Istituzioni; gestite oggi nell’interesse esclusivo di lobby del complesso finanziario e militare industriale ma rifiutate da chiunque abbia una coscienza civile informata.
L’accumulo di spesa militare nel tempo può portare a un aumento del debito pubblico, a pressioni inflazionistiche e a un aumento della tassazione, fattori che frenano gli investimenti privati e i consumi e quindi la crescita economica nel medio e lungo periodo.
Lo stesso cd. effetto moltiplicatore sull’economia delle spese militari è nettamente inferiore a quello delle spese per opere civili ed esse sono di fatto indebitamento puro dello Stato che aggrava il debito pubblico: ma qui non si vuole entrare nel merito del fallimento economico della scelta militarista, quanto in quello della totale e diseducativa immoralità del produrre armi e dei riflessi peggiori sulla stessa energia sociale complessiva di questa scelta nichilista.
“Ex nihilo nihil fit” significa letteralmente «dal nulla nulla viene» o «dal nulla nulla si crea». Questa locuzione latina è un principio filosofico che afferma l’impossibilità di creare qualcosa dal nulla, implicando che qualsiasi cosa esista deve derivare da qualcos’altro che già esisteva. È un concetto chiave della filosofia greca, in particolare ripreso da filosofi come Lucrezio, e sottolinea l’inesistenza del nulla e l’eternità dell’essere: la distruzione che il mercato delle armi crea è un tentativo di distruzione del creato che va respinto se si ragiona da uomini onesti, senza eccezioni, nè giustificazioni.
Nessuna minaccia presunta d’invasione può giustificare una deriva nucleare o peggio una schiavitù istituzionale che impone a tutti noi di uccidere altre persone e colpire altri popoli sulla base di ideologie liberiste, comuniste, fasciste, nichiliste o di religioni che al posto dell’Amore universale privilegiano di fatto l’odio e la discriminazione ed, in ultima analisi, la scelta della morte.
- https://commission.europa.eu/document/download/e6d5db69-e0ab-4bec-9dc0-3867b4373019_en ↩︎
- https://www.milex.org/2025/10/28/spesa-militare-previsionale-pura-in-crescita-di-un-miliardo-nel-2026-per-litalia/?fbclid=IwY2xjawN-nilleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBNczRTbVlOcWpaUW9qRTRyc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHhKlst70LKHg8TkYJ0Vnl9yK_vLtxZSH-42pTvYJUvxnLsU2pLg_yvm81Pnc_aem_o1FBfaHbGvrPZfmanrdQWg ↩︎




