USA pronti a boicottare le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 per gravi violazioni dei diritti umani

Le tensioni tra Stati Uniti e Cina sono divenute ormai una costante. Oltre alle questioni geopolitiche, sembra che le controversie stiano cominciando ad intaccare anche il mondo dello sport. Nel 2022 infatti, sono previsti i Giochi Olimpici Invernali e la sede designata tramite la consueta votazione è stata quella di Pechino. Al momento, manca poco meno di un anno al via della competizione, ma sono già pronte a nascere le polemiche. In particolare, negli USA sta prendendo piede l’idea di un possibile boicottaggio, causato dalle presunte violazioni dei diritti umani compiute dalla Cina, il paese ospitante appunto.

Da dove vengono le spinte per il boicottaggio

Le spinte per il boicottaggio dei prossimi Giochi Invernali stanno arrivando principalmente dai gruppi attivisti per i diritti umani e da parti del partito Repubblicano. Il messaggio che gli americani vorrebbero mandare è il loro vero marchio di fabbrica ovvero, ergersi come i massimi portatori e difensori della democrazia. Inoltre, è stata proposta anche un’alternativa al boicottaggio che consisterebbe nel fare pressioni sul CIO affinché ci sia un cambiamento di sede. Tra l’altro, gli Stati Uniti potrebbero non essere gli unici a non prendere parte alla competizione, in quanto anche Canada e Australia starebbero esaminando accuratamente la situazione.

Al momento comunque, Biden non ha ancora espresso alcun parere, ma sicuramente nei prossimi mesi verrà presa una posizione chiara. Di certo, non sarebbe la prima volta che qualche nazione si rifiuti di partecipare ai Giochi. Questo infatti, era successo per Montreal 1976, per Mosca nel 1980, quando si era ancora nel pieno della guerra fredda, e di risposta a Los Angeles 1984. Crearono numerose discussioni in Europa anche le Olimpiadi di Pechino 2008 per via delle repressioni del governo cinese nei confronti dei tibetani.

Le motivazioni del boicottaggio di Pechino 2022

Non boicottare la Cina, sostengono i gruppi a difesa dei diritti umani, legittimerebbe e finanzierebbe il loro operato costituito da campagne di repressione. Ma quali sarebbero le violazioni di diritti umani compiute dalla Cina? Quelle evidenziate dalla stampa internazionale riguardano i campi di concentramento, o come vengono chiamati “campi di riabilitazione”, in cui sono detenuti gli Uiguri nel nord-ovest della Cina.

In un reportage operato dalla BBC emersero situazioni deplorevoli in cui erano coinvolte le donne detenute in quei campi. Violenze, abusi sessuali, stupri e torture effettuate da uomini cinesi mascherati che ogni notte si presentavano e sceglievano una donna. Già un mese prima che venisse pubblicata questa inchiesta, l’amministrazione Trump si era pesantemente scagliata contro la Cina affermando che stava commettendo un genocidio nei confronti degli Uiguri. Una linea poi mantenuta anche da Biden in questi primi mesi di mandato.

“Forzare uomini, donne e bambini nei campi di concentramento, provando a rieducarli per aderire al partito comunista cinese: tutto questo è un tentativo di commettere un genocidio” Queste le parole rilasciate lo scorso gennaio dal segretario di stato USA Antony Blinken.

Il secondo motivo invece, riguarda una comunicazione effettuata dal dipartimento di stato americano in merito alla situazione di Hong Kong. Lo scorso 11 Marzo infatti, gli Stati Uniti hanno pubblicato un comunicato stampa in cui viene fermamente condannato il continuo assalto da parte delle Repubblica Popolare Cinese verso le istituzioni democratiche di Hong Kong.

La Cina replica

Ovviamente non è mancata la risposta della Cina, diretta interessata della vicenda. Dal fronte cinese è arrivata una negazione totale su tutta la linea, condita da accuse nei confronti di coloro che stanno cercando di strumentalizzare politicamente l’evento. Il ministro degli esteri cinese Wang Wenbin ha infatti affermato “Una manciata di politici statunitensi sta politicizzando lo sport contro lo spirito della carta olimpica. Il trattamento nei confronti degli Uiguri riguarda questioni di terrorismo e separatismo, non i diritti umani. L’etichetta del genocidio è la bugia del secolo elaborata dalle forze estremiste anti-Cina. Una farsa assurda con lo scopo di diffamare la Cina.”

Cosa dice il Cio?

Per ora il CIO è assolutamente inamovibile e pronto a penalizzare chi compirà qualsiasi azione di boicottaggio, anche perché “un’azione di boicottaggio punisce solo gli atleti del paese che si rifiuta di partecipare.” In seguito Thomas Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, ha rimarcato anche il fatto che svolgere i Giochi in un luogo non significa che il CIO sia d’accordo con le strutture politiche, circostanze sociali o le situazioni inerenti ai diritti umani in quel paese. Insomma una netta separazione tra lo sport e la politica come forse mai prima d’ora c’era stata. “Crediamo che il modo più efficace di agire dei governi mondiali e della Cina sia quello di affrontare tra loro direttamente i problemi relativi ai diritti umani e alle questioni geopolitiche” Ha affermato ancora Bach.

Il punto di vista degli atleti: parola a mikaela shiffrin

Infine, non poteva mancare il punto di vista di coloro che sono i protagonisti dei Giochi Olimpici ovvero, gli atleti. Intervistata dalla CNN, la sciatrice Mikaela Shiffrin ha esposto quello che sembra essere il pensiero di tutti gli sportivi, affermando che dovranno scegliere tra la loro morale e il loro lavoro.

“Non ci sono solo accuse, ma anche prove legittime in molti di questi paesi dove siamo stati anche per le precedenti Olimpiadi. I Giochi sono un evento globale, qualcosa a cui punti e a cui non vuoi mancare. Certamente non vuoi essere messo nella posizione di scegliere tra i diritti umani, la moralità e quello che è il tuo lavoro, che d’altro canto può dare luce a certi problemi o dare speranza al mondo in un momento difficile.”

Le Fonti: boicottaggi olimpici
Cina e Tibet, giusto boicottare le Olimpiadi?
2022 Winter Olympics without the USA? Push to boycott grows over China’s alleged human rights abuses
Their goal is to destroy everyone’: Uighur camp detainees allege systematic rape
Mikaela Shiffrin doesn’t want to have to choose between ‘morality versus being able to do your job’ at the 2022 Winter Olympics
Foreign Ministry Spokesperson Wang Wenbin’s Regular Press Conference on February 4, 2021

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