Geneva Summit 2021: lo storico incontro tra Biden e Putin in Svizzera

Ginevra e la Svizzera tornano ad essere il centro del mondo. Il paese neutrale per eccellenza è stato il luogo che ha ospitato lo storico vertice tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente della Russia Vladimir Putin. Al centro tante tematiche su cui provare ad aprire un fronte d’azione comune. La riunione del Geneva Summit 2021 si è aperta con il saluto e il benvenuto ai due presidenti da parte del loro omologo svizzero Guy Parmelin, che ha augurato ad entrambi “Un proficuo e costruttivo dialogo per il bene di entrambi i paesi e del mondo intero“.

Joe Biden era arrivato già da martedì a Ginevra e ha tenuto, come da programma, un dialogo con Parmelin a proposito dei rapporti tra Stati Uniti e Svizzera. Si è discusso soprattutto dell’estensione delle “fruttuose relazioni economiche” con il capo di stato svizzero che vorrebbe sapere se l’operato di Biden possa portare avanti un accordo commerciale bilaterale. Vladimir Putin è invece giunto mercoledì mattina intorno a mezzogiorno e mezza, per poi recarsi direttamente a Villa La Grange, luogo dell’incontro. Prima si è svolto il colloquio con il suo omologo statunitense e poi anche lui ha affrontato le discussioni con Parmelin, sui rapporti tra Russia e Svizzera. Il primo approccio è stato costituito da un saluto, una stretta di mano e poi insieme Biden e Putin si sono recati all’interno della sala destinata alla conferenza.

Vorrei ringraziarla per aver organizzato l’incontro, ci sono molte questioni da discutere.” “E’ sempre meglio incontrarsi faccia a faccia.” Queste sono state le prime dichiarazioni che rispettivamente Putin e Biden si sono rivolti in pubblico.

Sono tanti i temi che sono stati toccati durante l’incontro. Il primo a parlare davanti ai giornalisti è stato Vladimir Putin che ha così reso note le tematiche. Grande attenzione sul tema della Cybersicurezza con la Russia che ha negato fermamente gli attacchi di cui era accusata. L’attenzione delle domande si è poi spostata sul caso Navalny: su questo punto, Putin ha ribadito come l’attivista fosse a conoscenza delle violazioni che aveva compiuto. Poi per quanto riguarda i diritti umani ha sottolineato anche la corrente attività di Guantanamo. Inoltre ha menzionato a questo proposito anche il movimento del Blacks Live Matter e quanto successo il giorno dell’elezione con il Capitol Riot. In particolare, ha affermato che condivide il sentimento americano, ma eviterà che proteste del genere si sviluppino sul proprio territorio. Sull’Ucraina, il presidente si è detto pronto a rispettare gli accordi di Minsk. Ad ogni modo, Putin ha affermato che l’incontro è stato produttivo e concreto. Inoltre le due nazioni si sono accordate per far tornare gli ambasciatori al loro posto, mentre per quanto riguarda le relazioni economiche, il tutto dipenderà dagli USA in quanto la Russia non ha imposto alcuna sanzione. Si è affrontato anche il tema della militarizzazione dell’Artico e in questo senso il presidente russo ha voluto rassicurare sul fatto che non sia successo nulla di nuovo, se non il ripristino di strutture già esistenti.

In seguito è intervenuto Joe Biden che ha aperto la sua conferenza stampa con il tema dei diritti umani. Il capo di stato USA ha affermato che le sue azioni non sono contro la Russia o chiunque altro, ma sempre a favore degli americani. La sua responsabilità è quella di proteggere gli americani. Questioni come quella di Navalny verranno sempre messe in luce perché i diritti umani sono una parte integrante dell’essere americani. Anche lui ha confermato le sensazioni positive del summit, affermando di aver chiarito perfettamente quello che doveva dire. I rapporti devono essere stabili e ognuno deve sapere ciò che sta facendo. Da entrambe le parti è sembrata scongiurata la possibilità di una guerra fredda e anche Biden ha poi parlato del tema della Cybersicurezza affermando che Putin sa le sanzioni a cui la Russia può andare incontro.

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