Quis custodiet ipsos custodes?

Chi custodisce i custodi?

La frase di Giovenale, tratta dalle “Satire”, introduce il dibattito in corso a Lugano sull’habeas mentem e l’habeas corpus ma anche sul progetto di salvaguardia delle donne bambine o del risparmio energetico ecosostenibile.

Tutti temi che non sono connessi a nessuna agenda ma che si collegano al tema dei diritti naturali della persona.

Si parla di Tecnocrazia, si allude a: “un governo o un sistema sociale controllato da tecnici, in particolare scienziati ed esperti tecnici” e di un sistema in cui l’unità energetica della società sia sottratto al controllo dei fruitori.

Come sappiamo, il denaro è energia e quella forma di energia è sotto il controllo delle banche centrali private.

I crediti di carbonio che alcuni ipotizzerebbero da tempo d’introdurre, sviluppano questa l’idea: inducendo ad immaginare un mondo in cui tutto ciò che le persone fanno – mangiare, bere, viaggiare, usare gli elettrodomestici, usare l’elettricità in qualsiasi modo, persino respirare – sia legato alle loro quote personali di carbonio. E immaginiamo che tutti i crediti di carbonio siano controllati e distribuiti da società private sovrastatali cui viene appaltato il sistema.

Qualsiasi dissidente sarà quindi facilmente escluso dal sistema con la semplice pressione di un interruttore, con devastanti conseguenze nella vita reale, ad esempio così:

L’ Agenda 2030 di cui oggi accenniamo è stata predisposta senza un’appropriata consultazione della “base” ed ha predeterminato tutta una serie di obiettivi, preordinati dall’alto da alcune organizzazioni internazionali, senza alcuna consultazione popolare preventiva.

Il perseguimento di questa serie di obiettivi eteroimposti comporta l’acquisizione di enormi quantità di informazioni ed una attività di sorveglianza ed interferenza mentale, con una propaganda a pioggia, diffusa e costante, idonea a convincere le persone, destinatarie degli obblighi, dell’ineluttabilità degli stessi. Nonché della necessità di adempiere spontaneamente alle limitazioni stringenti in tutti i campi della vita e che vanno a colpire individualmente non solo gli Stati ma la vita stessa delle persone.

Allora, in primis, occorre verificare se chi esercita questo incredibile potere suadente e limitante risponda, sia responsabile giuridicamente e politicamente di queste sue azioni.

La risposta è no, Vi è stato lo scioglimento del binomio inscindibile tra Potere e responsabilità perché chi ha deciso queste regole e le impone è totalmente immune, non è quindi soggetto ad alcuna responsabilità politica o giurisdizione.

Invece, l’unica strada, idonea a combattere la corruzione e l’inefficienza, è che chi esercita il potere risponda di quello che fa davanti alle popolazioni.

Ma soprattutto se usiamo un sistema giuridico, esso deve essere usato per intero, non escludendo alcune norme fondamentali, a piacimento di chi esercita il potere pro tempore; invece è avvenuto durante la pandemia o adesso per il Climate change che i diritti naturali siano stati esclusi: dunque, se questi enti sovraordinati invocano una disciplina formale solo per fare rispettare i nuovi obblighi, negando i diritti fondamentali, il diritto naturale e la loro responsabilità, allora nessun ordinamento giuridico esiste più ma solo un potere di fatto, esercitato con delle pure finzioni giuridiche, senza più un sistema normativo valido.  Ogni norma posta diventa così carta straccia, irrilevante giuridicamente perché priva di presupposti formali.

Infatti, obiettivi, meccanismi di condizionalità e le sanzioni, introdotte per chi non rispetta le prescrizioni, se imposte da organizzazioni totalmente immuni cioè senza responsabilità politica o giuridica ed avvalendosi di grandi società finanziarie private, operanti su base globale, sono destinati a produrre più conflitti d’interesse, più inquinamento, più corruzione, più speculazione e più danneggiamenti dell’ecosistema, ed a smascherare l’agenda 2030 e i suoi 17 obiettivi come un vero alibi per l’esercizio di un potere puramente speculativo e arbitrario.

Allora ecco che il Global warming, superato dalla implausibilità delle sue previsioni, diventa:

Climate Change

Concetto più sfumato di difficile verifica.

Agenda 2030:

  1. Povertà zero: per eliminare la povertà è prevista l’introduzione di condizionalità come strumento di controllo sociale da parte di entità sovraordinate immuni quindi prive di responsabilità politica o giuridica;
  2. fame zero, salute e benessere Uso di OGM, pesticidi, controllo della produzione e delle sementi da parte di entità multinazionali che tendono ad eliminare tutte le specificità alimentari per controllare tutto il mercato; controllo dei dati personali sanitari generalizzato, acquisto uso e distribuzione di vaccini e medicinali prodotti da multinazionali monopoliste dei brevetti o da cartelli di società (ndr. Cartelli sono Accordi tra società per spartirsi illecitamente il mercato in violazione delle regole della concorrenza);
  3. Istruzione di qualità, uguaglianza di genere: censura, controllo sovraordinato dei programmi scolastici esclusione delle specificità locali a beneficio di un protocollo generalizzato uniforme di profilo mediocre; eliminazione delle identità sessuali e culturali;
  4. Acqua pulita e igiene, energia pulita e accessibile: sottrazione di queste utilities al controllo delle popolazioni con attribuzione del controllo dell’acqua e delle fonti di energia ad entità centralizzate per una “migliore” distribuzione programmata svincolata dal controllo politico;
  5.  Lavoro dignitoso e crescita economica, industria innovazione e infrastrutture: trasformazione del mondo del lavoro con cambiamento della struttura del mercato da struttura concorrenziale basata sul merito d’impresa a sistema programmato da organizzazioni multi o sovranazionali.  
  6. Ridurre le diseguaglianze, città sostenibili, consumi e produzioni responsabili, agire per il clima, la vita sott’acqua, la vita sulla terra, pace giustizia ed istituzioni forti, partnership per gli obiettivi:   sono tutte azioni imposte dall’alto secondo protocolli e criteri che sottraggono ai destinatari la possibilità d’interloquire o di decidere, valutare, controllare; le azioni sono imposte allo scopo di  centralizzare il controllo delle persone e delle comunità, allontanando i destinatari delle misure dalla possibilità di decidere o di interferire con gli obiettivi prefissati dall’alto. Altresì, chi decide i protocolli e le regole, ciò che sarebbe giusto o sbagliato è sottratto ad ogni responsabilità ed alla valutazione dei destinatari.
  7. Infine, la partnership citata al punto 17: cos’è? Essa si riduce all’affidare a grandi fondi sovrani o entità finanziarie ed economiche inafferrabili e sottratte alle giurisdizioni, come GAVI alliance ad esempio,  la gestione dell’intero sistema economico e sociale globale e locale e pure ogni approccio sanitario e scolastico.  

In conclusione, oggi parleremo di un pezzo di questa vicenda e nei prossimi incontri approfondiremo altri aspetti non meno rilevanti.

Non abbiamo bisogno di alcuna agenda decisa dall’alto da un potere inafferrabile e immune ma di certo abbiamo bisogno di essere consapevoli che l’antidoto è eliminare ogni centralismo statale o internazionale, ed invece di lasciare alle comunità locali il compito di decidere obiettivi e agli Stati ed agli organismi internazionali solo un potere residuale di puro coordinamento e proposta mai di coazione, verifica e sanzione. Ma soprattutto, abbiamo bisogno di eliminare ogni immunità.

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