Spicchi di storia sarda: la resa senza condizioni della Sardegna agli USA nel 1943

L’OSS Ufficio dei servizi strategici esisteva prima della CIA, infatti la famigerata organizzazione centrale d’informazioni politico militari ovvero l’agenzia statunitense di spionaggio per eccellenza fu creata il 18 settembre 1947.

Era perciò appannaggio dell’OSS l’attività oggi svolta dalla CIA durante la seconda guerra mondiale.

Fu1 infatti una squadra OSS composta da quattro uomini che prese il controllo della Sardegna nel 1943.
Mentre la principale pianificazione alleata nel Mediterraneo alla fine dell’estate 1943 riguardava l’invasione della penisola italiana, il generale Marshall vide un lavoro per l’OSS nell’isola italiana della Sardegna. C’erano ancora quasi 20.000 soldati tedeschi sull’isola oltre a una guarnigione italiana di 270.000 uomini. Marshall voleva “dare a Donovan la possibilità di fare le sue cose senza timore di compromettere qualche operazione imminente. Se ci riuscirà, bene, altrimenti nulla andrà perduto”. Eisenhower, riconoscendo che l’OSS era “un’agenzia di raccolta di informazioni di alto livello”, era d’accordo.

La missione dell’OSS di catturare la Sardegna senza la necessità di un’invasione alleata su vasta scala fu assegnata a una squadra di operazioni speciali di quattro uomini, guidata dal tenente colonnello Serge Obolensky, che si era addestrato nelle aree B e A e poi era stato coautore di un programma di addestramento per le missioni operative.

Entro il 13 settembre del 1943 la missione fu paracadutata in Sardegna, il governo italiano si era arreso pochi giorni prima, l’8 settembre, e l’esercito americano era sbarcato a Salerno. I tedeschi stavano conquistando l’Italia e c’erano unità tedesche in Sardegna. Eisenhower voleva che l’OSS ottenesse la resa delle forze italiane presenti sull’isola e, se possibile, che gli italiani molestassero i tedeschi in partenza per la Corsica. La squadra dell’OSS avrebbe portato delle lettere di Eisenhower, del re e del primo ministro italiano al comandante della guarnigione, il generale Basso, ordinandogli di arrendersi.

Il colonnello Obolensky era un principe russo e fu scelto perchè aveva sia la posizione sociale che la spavalderia necessarie per persuadere il generale italiano in carica ad arrendersi a lui, come rappresentante del quartier generale delle forze alleate.

La squadra era composta da Obolenksy, dal primo tenente Michael Formichelli di New York City, un membro originale dell’OG italo-americano, che Obolensky aveva conosciuto nelle aree A, F e B, che avrebbe servito come interprete, più due specialisti delle comunicazioni, il secondo Il tenente James Russell, SO, istruttore presso la scuola di formazione OSS in Algeria e una radio britannica l’operatore, il sergente William Sherwood, SOE, che avrebbe trasmesso le informazioni alla stazione base dell’OSS ad Algeri. Né Formichelli né Russell si erano mai lanciati prima, ma entrambi si offrirono volontari.

Poiché l’OSS non aveva contatti sull’isola, questa sarebbe stata la più pericolosa delle infiltrazioni, un “salto alla cieca”, lasciandoli completamente soli in territorio nemico. Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1943, i quattro uomini si lanciarono con il paracadute nelle campagne sarde attraverso un foro di fuga ricavato nel ventre di un bombardiere verniciato di nero. La conquista dell’Isola avvenne senza intoppi.

Lanciandosi in una zona di combattimento all’età di cinquantadue anni, Obolensky divenne il più anziano paracadutista da combattimento dell’esercito americano, ma non era questo un punto a cui pensava in quel momento. Piuttosto era preoccupato che, alla luce della luna, i paracadute bianchi potessero allertare i difensori dell’isola del loro arrivo. Non è stato così, e i membri della squadra sono atterrati sani e salvi, hanno seppellito i paracadute e si sono riuniti. Mentre Russell e Sherwood furono lasciati nella valle per proteggere le apparecchiature radio, Obolensky e Formichelli partirono per un’escursione nella notte e all’alba presto verso la città di Cagliari, cinquanta chilometri di distanza.

Un simpatico contadino disse loro che la città più vicina era ancora occupata dai tedeschi, così la costeggiarono e usando la mappa e una bussola raggiunsero la stazione ferroviaria della città successiva. Con le loro uniformi dell’esercito americano e con i mitragliatori, gli americani emersero da un campo nella stazione ferroviaria, tra lo stupore dei passeggeri lì in attesa e degli agenti di polizia locale alla stazione.

Prendendo l’iniziativa e comportandosi arditamente come se avesse un reggimento di truppe ad attenderlo, il colonnello Obolensky pretese di vedere l’ufficiale in carica, e quando questi apparve dichiarò bruscamente: “Ho un messaggio molto importante da parte del Re d’Italia e del generale Badoglio al Generale Basso….Portatemi da lui!”

Alla stazione, la folla che guardava pensava che la liberazione americana dell’isola fosse iniziata e iniziò ad esultare. I carabinieri in uniforme condussero educatamente i due ufficiali americani dal comandante militare locale, un colonnello, che, cordialmente seppure con cautela perché i tedeschi erano ancora nella zona, fece in modo che li scortassero al quartier generale del generale Basso. Là il generale acconsentì con ansia a “seguire gli ordini del mio re”. Accettò di arrendersi, ma rifiutò cautamente di attaccare le truppe tedesche in partenza per la Corsica e poi per l’Italia settentrionale. Alcuni ufficiali italiani volevano combattere i tedeschi, ma una divisione paracadutisti fascista quando seppe della resa si ammutinò e uccise il rappresentante del generale. Fino a quando l’ammutinamento dei paracadutisti non fu sedato, i quattro americani, ora riuniti, furono tenuti in un rifugio protetto da carabinieri armati.

Trentasei ore dopo aver lasciato Algeri, la squadra dell’OSS poté comunicare via radio al quartier generale americano che la missione era stata compiuta: ad eccezione della ritirata tedesca nell’estremo nord, la Sardegna2 era stata conquistata.

  1. articolo tradotto e tratto liberamente a fini esclusivamente culturali ed informativi da: https://www.nps.gov/articles/oss-in-action-the-mediterranean-and-european-theaters.htm ↩︎
  2. OSS, War Report of the OSS, Overseas Targets, 61-62; Albert Garland and Howard Smyth, Sicily and the Surrender of Italy (Washington, D.C.: Center of Military History, 1965), 258-61 ↩︎

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