Implicazioni bioetiche del Malthusianesimo

Divinizzazione del pianeta e demonizzazione dell’umanità

Nella società, non solo italiana, si sta ormai inesorabilmente radicando una falsa idea di libertà che coinvolge tutti i temi che l’etica affronta. È immediato affiancare al sostantivo “libertà” un connotato positivo, ma questa libertà, senza l’utilizzo parallelo della retta ragione, diventa l’arma attraverso la quale qualsiasi cosa si
voglia porre in essere diviene lecita, rivendicabile e anche pretesa. In nome della libertà, che non porta più la sua L maiuscola, assistiamo ad una eliminazione dei confini tra il bene e il male, tra il lecito e l’illecito, tra il responsabile e l’irresponsabile, il che è molto pericoloso e ne stiamo già constatando gli effetti. Infatti, quando si parla di libertà ci si riferisce principalmente alla possibilità di eseguire un atto oppure al fatto di essere liberi da una coercizione esterna. In realtà, esiste una terza libertà, senza la quale il concetto stesso sarebbe svuotato di significato, e cioè la libertà per la verità e il bene. Quest’ultima dà senso alle prime due tipologie e si fonda sulla legge naturale, che permette a noi stessi di agire nell’alveo del bene intrinseco.
Scollegando questa libertà dalle prime due si otterrebbe, e nei fatti si è ottenuta, la base su cui poggia la mentalità odierna relativa alla libertà senza limiti e confini [1].
Oggi è in atto la destrutturazione della vita e della famiglia. Tale operazione non è figlia di questo periodo, ma ha una origine che risale ad un passato remoto e segue precisi piani di attuazione per far risultare ragionevoli cose che non lo sono affatto.
Aborto, eutanasia, smantellamento della famiglia, utero in affitto, teoria gender, droga libera, femminismo e conseguente attacco alla maternità, sono solo alcuni strumenti che hanno nel loro substrato ideologico la cosiddetta teoria di Malthus.
Thomas R. Malthus, pastore anglicano, nel 1798 elaborò uno scritto intitolato Saggio sul principio della popolazione [2]. Egli era certo che la crescita della popolazione e quella delle risorse,
nonché dei mezzi di produzione, avvenisse in modalità non lineare. In particolare, affermava che la prima crescesse in misura geometrica e la seconda in misura aritmetica. Secondo tale teoria, dunque, si sarebbe arrivati, nel lungo periodo, ad una situazione in cui le risorse non sarebbero state sufficienti per l’intera
popolazione. Secondo Malthus la sovrappopolazione è la responsabile della povertà e potrebbe provocare il progressivo deterioramento dell’ecosistema terrestre. La soluzione che, pertanto, viene offerta dalla teoria risiede nell’agire a monte del problema: bisogna prevenire la sovrappopolazione e per fare ciò si
deve intervenire tramite strumenti che diminuiscano la pressione demografica (posticipazione dell’età matrimoniale, controllo delle nascite, abbassamento dei salari e limitazione dell’assistenza ai poveri). Il ragionamento che si trova dietro al rifiuto di affrontare la povertà tramite manovre economiche si fonda sul
fatto che se i poveri ricevessero assistenza, la loro qualità di vita aumenterebbe e quindi sarebbero incoraggiati a procreare. Ciò porterebbe nuovamente ad una sovrappopolazione e quindi alla povertà. Come si nota, secondo Malthus, si tratterebbe di un circolo vizioso. La cosiddetta “trappola di Malthus” è rappresentabile attraverso un grafico, per cui si rimanda a M. Palmaro, Ma questo è un uomo: indagine storica, politica, etica, giuridica sul concepito, Edizioni San Paolo, Milano 1996, pp. 201-204.
Secondo l’ideologia neo-malthusiana, quindi, investire in politiche familiari sarebbe dannoso per il pianeta perché si configurerebbe come una causa della povertà.
La popolazione, si dice, è nemica dell’ambiente, quindi bisogna limitarla. Tutto ciò che concorre a realizzare questo obiettivo è ben accetto. Risulta quindi evidente come questa teoria costituisca il substrato culturale su cui poi si sono poggiati i successivi interventi, fino ad arrivare ai giorni nostri. In particolare, la corrente che fa propria questa visione, il Malthusianesimo, cammina sulle gambe di numerosi esponenti che hanno inciso nella realizzazione di ciò che si era teorizzato.
Non più tardi di un centinaio di anni fa, Margaret Sanger, famosa per aver fondato l’American Birth Control League, oggi Planned Parenthood, organizzò il primo Congresso sul controllo delle nascite e fu il principale finanziatore della ricerca sulle pillole abortive. La sua attività venne finanziata anche dalla famiglia Rockefeller [3]. Nonostante ciò, Sanger affermava la sua contrarietà alla depenalizzazione dell’aborto, anche se questo si
scontrava evidentemente con la sua attività. In Inghilterra, il Malthusianesimo visse nelle opere di Marie
Stopes che infatti, nel 1921, fondò il National Birth Control Council. Lo scopo, chiaro già dal nome, era sempre quello di realizzare il controllo delle nascite. La Stopes fu una figura decisamente controversa: ebbe due divorzi e un figlio, Harry, nato dal secondo matrimonio, che veniva vestito da bambina. La
madre gli vietò di leggere i libri perché era convinta che, a causa di essi, Harry sarebbe cresciuto con schemi mentali precostituiti e non avrebbe potuto sviluppare un pensiero autonomo. Marie Stopes adottò anche quattro bambini, che puntualmente allontanava da casa perché li considerava una delusione o perché mancavano di abilità accademiche, letterarie e sensibilità artistica. Fu una grande sostenitrice dell’eugenetica e, non a caso, ammirava Adolf Hitler, fino ad arrivare a scrivergli una lettera [4].
Anche Brock Chisholm, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dal 1948 al 1953, fu un sostenitore delle teorie di Malthus, ma il suo pensiero andò oltre il ricercare la causa della povertà nella crescita demografica. Infatti, Chisholm credeva che bisognasse scardinare nella società civile il concetto di “giusto e sbagliato” e ciò che derivava dalla cultura nazionale e dalla religione. I bambini dovevano essere liberati dalle influenze nell’ambito familiare e l’educazione sessuale doveva essere introdotta nell’età precedente l’adolescenza. Analizzando con attenzione un tale pensiero si nota come persino questo si prefigga come obiettivo l’abbattimento della pressione demografica, seppur in maniera indiretta. Privare la società di punti di riferimento, come i nuclei familiari, provoca instabilità e fragilità. Ciò ha una evidente conseguenza anche sul tasso di natalità: se il bambino cresce in un contesto instabile, diminuisce la probabilità che egli possa vivere e intrattenere in futuro relazioni stabili. Senza queste relazioni non si ha una coppia e quindi una
famiglia [5].

Negli anni Sessanta, la pianificazione familiare costituiva una parte importante della politica degli Stati Uniti. Fu proprio nel 1969 che Frederick Jaffe, allora Presidente del Guttmacher Institute, stilò il suo cosiddetto Memorandum per ridurre la fertilità umana. Proponiamo una schematizzazione del
contenuto (FONTE: Rapporto Jaffe per la riduzione della fertilità, Memorandum di Frederik Jaffe a Bernard Berelson, 11 marzo 1969; riportato anche in M. Palmaro, op.cit., pp. 205-209):


LIMITAZIONI SOCIALI

  • Ristrutturare la famiglia: a) posticipare/evitare il matrimonio; b) alterare l’immagine della famiglia ideale.
  • Educazione obbligatoria per i bambini.
  • Incremento percentuale dell’omosessualità.
  • Educare a limitare la famiglia.
  • Sostanze di controllo nell’acqua potabile.
  • Incoraggiare donne a lavorare.


DETERRENTI E INCENTIVI ECONOMICI

  • Tassa matrimoniale maggiore rispetto ai celibi.
  • Tassa sui bambini.
  • Togliere l’esenzione fiscale ai genitori.
  • Tasse scolastiche addizionali a genitori con 1 / 2 bambini.
  • Ridurre o eliminare le licenze pagate di maternità o
    sussidi.
  • Premi per matrimoni ritardati o per maggiore distanziamento delle nascite.
  • Limitare/eliminare le cure mediche finanziate pubblicamente, il diritto alla scuola, le casse prestiti e i
    sussidi alle famiglie con più di N figli.


MISURE PROPOSTE CON LO SCOPO DI EVITARE GRAVIDANZE INDESIDERATE

  • Promozione della sterilizzazione.
  • Promozione della contraccezione.
  • Promozione dell’aborto.
  • Aborto e sterilizzazione gratuiti a richiesta.
  • Distribuzione di contraccettivi fuori le farmacie.
  • Migliorare la tecnologia contraccettiva.
  • Far sì che la contraccezione sia accessibile a tutti.
  • Far sì che la pianificazione familiare sia alla base dell’impegno sanitario.


CONTROLLI SOCIALI

  • Aborto obbligatorio per gravidanza extramatrimoniale.
  • Sterilizzazione obbligatoria dopo il secondo figlio.
  • Permettere di avere figli ad un numero limitato di adulti.
  • Permessi (tesseramento) per avere bambini.
  • Scoraggiare la proprietà privata.
  • Smettere di concedere case popolari in base alla dimensione della famiglia.
    Di fatto la teoria Malthusiana, che ha individuato la crescita demografica come l’antagonista della prosperità dell’ambiente, ha gettato il seme per la proliferazione di una cultura dettata dall’instabilità e dalla libertà (con la l minuscola), che ha reso molte persone culturalmente incapaci di creare una famiglia. È sorprendente constatare quanto del progetto stilato da Jaffe si sia oggi concretamente attuato: un esempio su tutti è la politica del figlio unico in Cina, adottata nel 1979, che ha provocato danni enormi, impedendo la nascita di milioni di persone, soprattutto di sesso femminile, e portando ad un invecchiamento
    demografico senza precedenti. Gli aborti eccessivi delle femmine hanno comportato un divario rispetto ai maschi, ma anche una lacuna culturale derivante dalla mancanza dalla femminilità stessa con tutto il suo bagaglio culturale. Migliaia di persone sono state costrette a non avere fratelli e sorelle, un aiuto e un
    sostegno per il futuro; molte famiglie sono state sanzionate per il mancato rispetto delle regole ed altrettante donne sono state costrette alla sterilizzazione o ad abortire [6]. La mancanza di forza lavoro e l’aumento degli anziani sono divenuti una grave minaccia per l’economia del Paese e per il suo sviluppo [7]: per questo motivo, nel 2016, questa politica è stata abbandonata, ma il tessuto sociale e culturale fatica a ricostruirsi [8]. George Magnus, ricercatore associato del China Centre della Oxford University, ha identificato nella “trappola demografica”, il principale fattore di crisi per l’economia cinese. In particolare, ha evidenziato che in 30 anni la popolazione degli over 60 cinesi raddoppierà e che ci saranno, nel 2050, solo 2.1 lavoratori per ogni anziano a differenza di oggi che sono 7.7 [9]. Questa è una conferma che il controllo delle nascite è un fattore negativo per il benessere di uno Stato.
    Nel 1974, Henry Kissinger scrisse un rapporto intitolato Implicazioni della crescita della popolazione mondiale per la sicurezza degli Stati Uniti (meglio noto come Rapporto Kissinger) [10]. Dal titolo traspare come la crescita demografica venga configurata come una seria minaccia per il Paese contro la quale
    bisogna intervenire. Infatti, in questo Rapporto troviamo indicazioni che possono essere così riassunte:
    “Per garantire la sicurezza degli Stati Uniti è necessaria una politica di controllo demografico, specialmente in alcuni paesi del Terzo Mondo, tra cui Messico, Colombia, Brasile, Egitto, Nigeria, Etiopia, Turchia,
    Pakistan, India, Bangladesh, Indonesia, Filippine, Tailandia. I mezzi per perseguire questa politica di controllo demografico sono la contraccezione chimica, la sterilizzazione, la spirale, l’aborto”.
    Kissinger pone la riduzione della fertilità e il conseguente controllo demografico come priorità politica:
    “I Paesi che lavorano per colpire i livelli di fertilità dovrebbero avere la priorità nei programmi di sviluppo e nelle strategie sulla salute e l’educazione che hanno un effetto decisivo sulla fertilità. La cooperazione internazionale dovrebbe dare la priorità all’assistenza di questo genere di sforzi nazionali” [11].
    Nel 2000 venne istituita la GAVI Alliance, un organismo che opera nel campo dei vaccini. Questa Alleanza include diverse organizzazioni tra cui si annoverano la Bill and Melinda Gates Children’s Vaccine Program, la Rockefeller Foundation, l’UNICEF, il Gruppo della Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sul sito del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze si trova la seguente descrizione della GAVI Alliance: “Una partnership pubblico-privata creata nel 2000 allo scopo di diffondere nei paesi poveri i programmi di immunizzazione e accelerare l’accesso ai nuovi vaccini. Rappresenta un modello unico di sviluppo, le cui finalità non si limitano alla mobilitazione delle risorse, ma anche a favorire un sistema sostenibile di immunizzazione in modo da dare la possibilità ai paesi, una volta concluso il supporto, di poter affrontare da soli spese e distribuzione dei vaccini” [12].
    Tuttavia, questo Organismo non si occupa esclusivamente di vaccini contro la difterite, il tetano, l’epatite B o la febbre gialla, ma porta avanti la ricerca sui vaccini anti-fertilità. Non a caso diverse organizzazioni che compongono questa Alleanza operano nel controllo della popolazione. In tal senso, Bill Gates qualche anno fa ha affermato:
    “Il mondo ha oggi 6,8 miliardi di persone. Esso si sta dirigendo verso i 9 miliardi. Ora, se noi facciamo veramente un grande lavoro sui nuovi vaccini, le cure sanitarie e i servizi di salute riproduttiva, la popolazione si potrebbe ridurre di forse il 10 o 15 per cento” [13].
    Inoltre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, considerata fonte autorevole in materia dai più, ha collaborato, negli anni Settanta, con la Banca Mondiale e il Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite in merito al citato vaccino anti-fertilità. Queste organizzazioni costituirono, infatti, la Task Force sui
    Vaccini per la Regolazione della Fertilità, che si propose come:
    “Organo di coordinamento a livello mondiale per i vaccini anti-fertilità R&D nei vari gruppi di lavoro e sostiene la ricerca su approcci diversi, come ad esempio vaccini anti-spermatozoo e anti-ovulo e vaccini progettati per neutralizzare le funzioni biologiche dell’hCG. La Task Force è riuscita a sviluppare un prototipo di vaccino anti hCG” [14]. Questa panoramica ha individuato le principali azioni successive all’elaborazione della teoria di Malthus. Teoria che ha una grossa lacuna intrinseca: non considera l’ingegno umano, l’innovazione e quindi la conseguente crescita esponenziale della produttività marginale dei fattori produttivi. Per cui, come dimostrato ampiamente da numerosi fatti, non è vero che la crescita demografica metta a repentaglio l’esistenza delle risorse.
    Anzi, quando aumenta il numero della popolazione, potenzialmente aumenta anche il numero di scienziati e ingegneri che contribuiscono al progresso tecnologico e all’innovazione. Basti guardare alle rivoluzioni industriali e al recente progresso tecnologico, che hanno permesso di utilizzare le risorse in maniera
    più efficiente ed efficace (vedasi la rotazione triennale, ad esempio) e di svolgere lavori in meno tempo (invenzione delle macchine). La Grande Carestia irlandese, che travolse il Paese tra il 1845 e il 1849, smentì totalmente la teoria di Malthus: era stata innescata da un parassita delle patate che distrusse i raccolti. La
    popolazione diminuì di una percentuale compresa tra il 35% e il 50% ma questo improvviso abbattimento della popolazione non fu minimamente un vantaggio per l’economia, che continuò a peggiorare. Secondo la teoria di Malthus, invece, l’economia sarebbe dovuta migliorare essendoci più spazio, più risorse rispetto alla popolazione e meno bocche da sfamare. Al contrario, sono proprio queste “bocche da sfamare” che permettono all’economia di riprendere il suo corso e svilupparsi. La diminuzione della popolazione non significa avere a disposizione molto più spazio per svilupparsi, bensì non avere più le potenzialità che solo il genere umano, con il suo ingegno, può garantire per lo sviluppo e la prosperità di una società.
    Sappiamo, infatti, che la popolazione mondiale del 2000 è triplicata rispetto al 1900, eppure questa crescita demografica è stata accompagnata da una notevole crescita della produttività.
    Inoltre, nel 2016, il rapporto Cesvi [15] sull’Indice globale della fame ha evidenziato che, nonostante l’aumento della popolazione, la fame nel mondo è scesa del 29%. Nel 2015, anche la Banca Mondiale aveva rilevato [16] che, grazie alla diffusione del commercio e alle innovazioni tecnologiche, la povertà estrema
    era scesa sotto il 10%.
    Alla luce di ciò, il controllo delle nascite è una misura totalmente sbagliata per il progredire della civiltà e del connesso sviluppo economico. Il Pianeta ha una disuguaglianza economica enorme: nel 2018, solo 26 persone possedevano la ricchezza di 3,8 miliardi di individui [17]. È evidente che la crisi non è nella
    crescita demografica, ma in politiche sbagliate. La malnutrizione nei paesi del Terzo Mondo non è dovuta alla sovrappopolazione che riduce la quantità di cibo, ma alla sua distribuzione ed allo sfruttamento eccessivo delle terre.
    La risposta a problemi di questo genere non può essere mai la loro eliminazione “a monte”. La povertà non si “cura” con il controllo delle nascite e tutto il conseguente drammatico convincimento culturale, ma con misure economiche che siano in grado di garantire ai poveri una occasione per progredire e ritornare a costruire e consumare.
    Attualmente è molto diffuso, almeno mediaticamente, un movimento attorno al tema relativo al “Riscaldamento Globale Antropico”. Anche in questo caso i colpevoli del presunto (discutibile e, fortunatamente, discusso da chi di dovere) disastro sembrerebbero l’uomo e la sovrappopolazione, in perfetto stile malthusiano.
    Ogni decennio viene propinato alla popolazione un nuovo tipo di “spauracchio” per poi legittimare piano piano pratiche contro l’uomo: tra gli ultimi segnaliamo la scarsità delle risorse alimentari, l’inquinamento dell’ambiente, il già citato riscaldamento globale antropico. Solitamente, tali “spauracchi” si presentano con un volto buono (come la difesa dell’ambiente), facendo leva sull’emotività delle persone e nascondendo le proprie derive antiumane. Si diffondono, poi, nelle giovani generazioni nuovi ed erronei concetti di libertà, si predica il possesso del proprio corpo fine a sé stesso, cosa che induce i giovani alla fragilità e all’eunuchismo culturale. La vera crisi, oggi in Italia, è la crisi demografica, che ha portato all’invecchiamento della popolazione e a tutte le conseguenze economiche, a partire dal sostegno del sistema pensionistico. Se non c’è forza-lavoro, non c’è sviluppo economico, come già dimostrato con la politica cinese di cui abbiamo parlato. Malthus auspicava invece che una riduzione della popolazione fosse fonte di benessere: non è così, ma la sua teoria ha comunque influenzato la società e ne vediamo oggi gli effetti.
    Da quando è iniziata “l’avanzata progressista” [18], tramite aborto, eutanasia, utero in affitto, teoria del gender propinata ai bambini, droga libera, sessualizzazione estrema, relazioni precarie, riduzione della spinta al sacrificio, banalizzazione dell’amore, la popolazione italiana ha subìto un calo mostruoso. Si
    pone molto l’accento sulla salvaguardia dell’ambiente, innalzandolo come se fosse un idolo, ma non su quella di chi lo abita (se umano). Anzi, come abbiamo visto, l’uomo è nemico dell’ambiente.
    Si parla costantemente di educazione sessuale, contraccezione e “diritti riproduttivi” per introdurre nella mentalità un rifiuto del bello, rappresentato dalla famiglia, che viene vista come un semplice ideale lontano anni luce e che ingabbia. Per non parlare del femminismo, che vuole sradicare l’essenza della donna e
    cercare una parificazione all’uomo, senza guardare alle differenze insite e complementari nei due sessi. La maternità viene equiparata ad una mera frustrazione che non permette alla donna di vivere e progredire nella propria carriera. Il feto è ridotto ad un “grumo di cellule” -contro ogni evidenza scientifica e nozione di embriologia- che può essere liberamente e comodamente scartato, utilizzando anche fondi pubblici. Si pensi che ogni anno gli aborti costano al Sistema Sanitario Nazionale una cifra che varia dai 170 ai 200 milioni di euro [19]: una enormità pagata con i soldi di ciascuno di noi.
    È in atto un processo individualistico che sfocia in uno stile di vita dove l’io conta molto più che il noi. Non a caso oggi si registra il tasso di fecondità più basso della storia d’Italia, pari a 1.32 figli per donna [20].
    Malthus, economicamente, è stato smentito dai fatti.
    La teoria di Malthus, oggi, va disinnescata dal punto di vista culturale, dato che insieme ai metodi diretti come l’aborto, produce sempre più un cinismo imperante, con il conseguente calo demografico che non permette ad una società di svilupparsi e fiorire nel tempo. Bisogna investire nella cultura e nella bellezza. Una famiglia numerosa è bella e produce.
    Una società non può vivere senza il suo cuore pulsante: i figli.

Maria Chiara Prete

(Tratto da C. CHIESSI-F. FUIANO-F. SCIFO, Una difesa della vita senza compromessi. Per minare l’ideologia pro morte dalle fondamenta, Aracne Editrice, Roma 2020)

Note

  1. Tratto da M. PELLICONI, Diventerete come Dio. I grandi temi della bioetica, Edizioni Itaca, 2010;
  2. Il saggio di Malthus è stato pubblicato in Italia da Einaudi nel 1977;
  3. Family Planning, https://rockfound.rockarch.org/family-planning;
  4. H. MOUNT, Monster of a mother: A birth control pioneer, she was revered as a parenting guru. But Marie Stopes treated her son, who died this week with abominable cruelty, su “Daily Mail”, 5 giugno 2014. La lettera in questione riporta: «Caro Mr. Hitler, l’amore è la cosa più grande del mondo: accetterai quindi da me queste poesie che potresti far avere ai giovani della tua nazione? I giovani devono imparare ad amare dal particolare finché non saranno abbastanza saggi per l’universale. Spero che anche tu troverai qualcosa che ti piaccia nel libro».
  5. Cfr. Come i figli possono risentire della depressione non affrontata da un genitore, su “Ubi Minor. Portale dell’adolescenza inquieta”, 23 febbraio 2018;
  6. Cfr. Guangxi, il governo costringe all’aborto forzato 61 donne, anche incinte al nono mese su “Asia News”, 21 aprile 2007;
  7. G. DI DONFRANCESCO, Il calo delle nascite spaventa Pechino, su “Il Sole 24 Ore”, 22 gennaio 2019;
  8. W. ZHICHENG, L’economia cinese sarà atterrata dalla demografia, non dagli USA, su “Asia News”, 5 gennaio 2019;
  9. G. MAGNUS, China’s age-old problem, su Blog di George Magnus, 9 febbraio 2019;
  10. H. KISSINGER, Implicazioni della crescita della popolazione mondiale per la sicurezza degli Stati Uniti e la tutela dei loro interessi oltreoceano, 20 dicembre 1974;
  11. Ibidem, p. 7;
  12. MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, Dipartimento del Tesoro, Global alliance for vaccine immunization-GAVI, disponibile sul sito del Ministero;
  13. ALLES NUR PROGRAMME, Bill Gates on population reduction, 2 marzo 2010. Video reperibile al seguente link: https://youtu.be/EKIl34rV-3o;
  14. Ormone che prepara, attraverso una sinergia con altri ormoni, gli organi femminili ad accogliere l’embrione e proseguire la gravidanza. Importante soprattutto nel primo trimestre e stimola la formazione della placenta e assicura la nutrizione dell’embrione. Se si inserisce l’hCG all’interno di un vaccino, il corpo umano considera l’ormone come se fosse un nemico e quindi crea anticorpi contro di esso. Ciò porta alla sterilizzazione della donna oppure all’aborto quando si è già in gravidanza. Cfr. A. POZIO, Scelta di catastrofe (Sulla teoria malthusiana), su Critica Scientifica, blog di E. Pennetta, 21 ottobre 2015;
  15. L. ALBANI, V. PRATI, A. PREVIDI, Rapporto CESVI: Indice Globale della Fame. Obiettivo fame zero, trad. it. di L. Cojazzi, A. Maestrini, Bergamo 2016, pp. 3-5;
  16. Cfr. World Bank Forecasts Global Poverty to Fall Below 10% for First Time; Major Hurdles Remain in Goal to End Poverty by 2030, su “The World Bank”, 4 ottobre 2015;
  17. A. MINCUZZI, Disuguaglianze, in 26 posseggono le ricchezze di 3,8 miliardi di persone, su “Il Sole 24 Ore”, 21 gennaio 2019;
  18. Tale avanzata si è resa manifesta a livello legislativo con la Legge n. 898/1970sul divorzio, la Legge n. 194/1978 sull’aborto, la Legge n. 219/2017 sulle disposizioni anticipate di trattamento. Per un approfondimento di queste ultime rimando a M.C. PRETE, Il PD e il M5S legalizzano la morte per fame e per sete del paziente, su “Il Blog di Maria Chiara Prete”, 11 gennaio 2018. Un ulteriore aspetto è l’indottrinamento gender nelle scuole elementari per il quale rimando a C. DAINA, Gender a scuola, maschi in cucina e bimbe meccanico: i metodi ‘anti-discriminazione’, su “il Fatto Quotidiano”, 16 aprile 2015; Cfr. Ecco i libri ritirati dalle scuole trentine che hanno portato alla sospensione del percorso Gender, su “La Voce del Trentino”, 4 Gennaio 2019;
  19. M. PALMARO, I costi enormi dell’aborto in Italia, su “Corrispondenza Romana”, 3 dicembre 2012;
  20. ISTAT, Natalità e Fecondità della Popolazione Residente, Comunicato Stampa, 28 novembre 2018. Reperibile su: https://www.istat.it/it/archivio/fecondità.

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