La Fattoria degli animali e il nuovo paradigma

Gli sviluppi politici italiani hanno confermato l’inesistenza di alcun ricambio generazionale e l’incapacità della classe politica di gestire il paese e di autoriformarsi.

Tutto ciò impone a tutti un cambiamento di paradigma.

Nessuno potrà sottrarsi alla responsabilità di dover salvare sé e i propri cari dal naufragio istituzionale che le scelte politiche, confermate nell’ultima elezione del Capo dello Stato, hanno prodotto.

Non è assolutamente vero che qualunque altra scelta sarebbe stata inefficace: questa è la tesi dei conservatori che reggono l’attuale sistema.

L’Italia è oggi come una casa fatiscente dove nessuno si preoccupa di riparare il tetto e presto pioverà dentro tutta la rabbia sociale, quando la popolazione si renderà conto della differenza tra loro e la casta che li ha ridotti a servi della gleba. Non si può nemmeno parlare di neofeudalesimo, inteso come nuovo sistema sociale di feudatari e vassalli, perché nell’epoca feudale vi era un rapporto biunivoco tra le parti.

Il feudatario offriva la difesa con il suo castello alla popolazione e si avvaleva del controllo del territorio offertogli dai suoi vassalli: dunque, l’uno aveva bisogno dell’altro.

Oggi la stessa casta politica crede di essere al sicuro ma è solo un fantoccio di centri d’interesse allocati altrove: a Roma non vi è più alcun potere sovrano ma solo una coreografia di marionette.

Ciò sembrerebbe confermare la tesi che non sarebbe cambiato nulla se avessero eletto una donna o un giovane presidente.

Assolutamente non è così. Una elezione di rottura, seppure di una persona del sistema politico imputridito, avrebbe aperto una falla nella nave che affonda, accelerandone il trapasso e aprendo una fase di rinascita dopo la morte: l’elezione dei vecchi invece è un frigo richiuso nel quale hanno messo gli italiani per fermarne la putrefazione.

La conferma dei vecchi manovratori al comando è invece la evidente prova della generale incapacità di comprendere che è finito il tempo della democrazia, ed è cominciato quello della orwelliana fattoria degli animali.  

Ci si chiede se vi sia una via di scampo per gli altri animali che non sia quella del macello e sicuramente c’è.

La via maestra passa dal cambiamento di paradigma del rifiuto totale della logica dei maiali orwelliani, dal rifiuto totale del lasciapassare per la vita che loro impongono per dirigerci verso la morte.

Chi vuole salvare sé e i propri cari dalle logiche mortifere dei maiali della fattoria degli animali deve resistere e sapere che quello in cui è cresciuto non esiste più e si deve salire figuratamente sui monti della Sierra ed assumersi le proprie responsabilità di autodifesa.

In fondo, prima o poi, quasi tutti i maiali finiscono in salami.  

Un pensiero riguardo “La Fattoria degli animali e il nuovo paradigma

  1. Avvocato, condivido il suo pensiero, ma il problema è come uscirne da questa trappola spazio temporale di inaudita malvagità.Chiedere alla classe politica di autoriformarsi è come chiedere ai satanisti di pentirsi e convertirsi ai valori Cristiani. Le ho offerto in conti nuazione mezzi, conoscenze, sostegno, attenzione , per creare una via d’uscita per tutti quelli che la agognano. ( per gli altri ….. come si dice …. che Dio abbia pietà della loro anima …… ma non sartà così! La legge spirituale di causa effetto non può essere elusa.)

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